Shabby style e Quattro Stagioni

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Bene, bene, bene… comincia ad avvicinarsi il mese di Dicembre, e direi che possiamo farci definitivamente monopolizzare dall’argomento… NATALE! Entriamo insieme nel tunnel!! Per quest’anno ho deciso di lasciare da parte le palline e mi sono fatta completamente conquistare dalla passione per i vasetti in vetro Quattro Stagioni…

 

In realtà non è una novità… perchè mi sono sempre piaciuti tanto, e dunque ho deciso di proporli con la mia personale interpretazione di stile shabby.

Non volevo realizzarli solo “sgangherati”, consumati e senza tappo… bellissimi intendiamoci (!!), ma volevo mantenere dei colori pieni e lavorare sulle patine.

Il coperchio? Mi sembrava carino completarli così, li sentivo più “finiti”. E poi, chiusi, ognuna di noi avrebbe potuto utilizzarli come meglio credeva, anche con qualche oggettino che non restasse a vista. E se fosse stato un regalo, faceva più “bella figura”. 😉

E così… viaaaaaaa!! Sfogo alla fantasia per i colori di una speciale Xmas Edition, tutta affidata alle vernici della linea Chalk Paint, affiancati ai più tradizionali toni dello shabby. E per un tocco di contemporaneità, la versione ingrigita con vernici satinate di Fusion Mineral Pain.

Le cere per le finiture? Beh… solo l’imbarazzo della scelta!! E quindi… neutra, bianca, Dark, Old White, Cement, Carbon e naturalmente Pearl… tutto Annie Sloan, MMS e Painting The Past.

Che dite… esperimento riuscito? A me piacciono tanto!

Claude

 

INFO: disponibili nel formato da 250ml – finitura anticata, sbiancata o ingrigita. Speciale Xmas Edition. Colori disponibili nella galleria fotografica completa.

Per ulteriori informazioni: ateliermaisonclaude@gmail.com

C’era un volta…

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… un cavalluccio a dondolo! Anzi… due!

Chi di noi non ha avuto, almeno una volta nella sua vita, un cavallo a dondolo? Che fosse in legno, di pezza, di plastica, per dondolarsi o solo come giocattolo… credo che ognuno di noi abbia uno spazio nel suo cuoricino dove ricorda quel suo amico fidato.

Ho sempre avuto per loro una passione smisurata, non solo da bambina, ma anche crescendo! Mi infondono un senso di magia, mistero e romanticismo, legato anche ad un pò di sana malinconia, e non posso proprio farne a meno!

In vari punti della mia home, penso di averne almeno una decina di diverso genere ed ambientazione.

 

Oggi voglio presentarvi questi due esemplari, di nessun valore storico nè tanto meno artistico, acquistati in un supermercato, di quelli colorati di bianco rosso e nero… ma che rivisitati con le mie magiche vernici e cere, mi sembra abbiano preso un aspetto molto più coinvolgente, siete d’accordo?

La dimensione era perfetta e così ho pensato di presentarli in coppia.

Per lo scopo ho utilizzato le vernici della nuova linea Painting The Past: cartella colori meravigliosa ed infinita… una texture piena, corposa e morbida da stendere, che associata alle magnifiche cere colorate di finitura, sorprendono dalla tanta bellezza!

 

Per il più piccolo ho scelto Morning Tea, un colore cipria, pieno e totale, rifinito con la cera neutra di Annie Sloan e decorato con la cera Cement di PTP.

 

Per il corpo del più grande ho optato per Lime White, un bianco con una punta di verde, e la stessa cera Cement. Per la base colore Algonquin della linea Fusion Mineral Paint e stesse cere.

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Un lavoretto notturno semplice semplice, ma che mi piace tantissimo… quasi da mangiare! 🙂

Morbidi, pieni ed imperfetti!

Claude

 

Semplicemente cassapanca!

photostudio_1447237882361Poche altre cose riescono a donare ad un mobile, o ad un oggetto, un’aria sognatrice e romantica come i colori pastello…

Iniziando dal mio amato bianco, al rosa, al celeste, ai verdi salvia, tutto prende un aspetto più delicato e “soffice”.

Proprio questo era l’effetto che volevo ottenere su questa cassapanca. Morbida, sognatrice, romantica e semplice!

Era una cassapanca che avevamo restaurato con un aspetto molto rustico sulle tonalità noce, che rispettava perfettamente le sue origini di campagna.

Ma ovviamente bianca avrebbe avuto tutto un altro significato! Non siete d’accordo???

E’ stato forse uno tra i mobili che più mi ha divertito nelle mie pennellate a vanvera, che tanto mi piacciono con le vernici Chalk Paint per poterne apprezzare i segni dopo aver dato la cera.

Per realizzare la base ho utilizzato l’intramontabile Old White di Chalk Paint. Ne ho applicate 3 mani, scartavetrando con una grana finissima tra l’una e l’altra.

Alla fine del bianco totale non ero convintissima perchè, per le sue dimensioni, mi sembrava “troppo bianca” ed un pò anonima… e così ho optato per uno stencil semplice di colore pastello per donarle personalità.

Riportato più volte sulla lunghezza e sui laterali, ho scelto per un lui un colore cipria che ho ottenuto mescolando sempre Old White con Damask di Fusion.

Prima di applicare la cera neutra come finitura, ho voluto dare alla cassapanca un aspetto un pò (ma non troppo) vissuto.

Grattatine strategiche sul corpo, sugli stencil, ma soprattutto sugli spigoli, mi hanno aiutato nell’impresa.

La parte più divertente è stata sicuramente la preparazione del chiavistello… non vi nascondo però che l’ho dovuto rifare due volte… non mi era piaciuto molto l’effetto che avevo ottenuto subito, un pò troppo “grattato”.

E… in assoluta sintonia con la sua magia, l’ho destinata a custodire parte delle decorazioni per il Natale.

Ora, per me è perfetta! 🙂

Claude

“Per fare un tavolo, ci vuole il legno…”

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Ho immaginato ed amato questo tavolo dalla prima volta che ho visto le sue assi accatastate in un solaio.

Era il 1993, quando a mio padre vennero regalate delle vecchissime assi in noce che appartenevano ad un altrettanto vecchissimo tagliere per tirare la pasta. Fu amore a prima vista…

Trasudavano storie da raccontare da ogni buchino di tarlo, e non riuscivo a non immaginare quanti segreti dovessero avere ascoltato in così tanti anni di nonne e mamme affaccendate in cucina.

Avevamo solo le assi, nude e crude, ma non poteva nascerci altro che un tavolo…ovviamente!

All’epoca fu solo mio padre ad occuparsi dell’opera, costruendo una base su cui avrebbero trovato posto le magiche assi. In quegli anni eravamo entrambi amanti del restauro con la patina color noce e su questa linea procedemmo.

Passò un pò di tempo prima che decidessimo con cosa completare la superficie di appoggio, visto che le assi non erano sufficienti, e così optammo per le mattonelline. Giorni, giorni e giorni (ovviamente!) per decidere come dovevano essere… e poi le trovai; non dico che me ne innamorai perdutamente perchè diventerei ripetitiva, ma me ne innamorai perdutamente!!

Poi arrivarono gli anni della mia passione per il restyling e così ho deciso di intervenire anche sul “mio” tavolo.

Non mi sarei mai sognata di coprire con un colore le amate assi così ricche di passato; così ho optato per una rimozione della patina color noce ed un’energica levigata che togliesse quasi ogni residuo di mordente. Il legno al naturale era ancora più bello di come lo ricordassi…

Completato con un leggerissimo lavaggio di bianco (Pure White di Chalk Paint) e cera neutra come finitura.

Per la base ho scelto uno dei miei colori preferiti di Chalk Paint: duck egg blue, che richiamava lo stesso colore del baule, ma con una tonalità leggermente diversa.

Che dire… se lo amavo allora, adesso non potrei pensare alla mia home senza di lui. Da più di venti anni sopporta tazze e tazzine appoggiate in ogni dove, telefoni impazziti, bollette, multe, briciole, petali caduti, profumi rovesciati ed appunti di una vita insieme.

“Per fare un tavolo ci vuole il legno” … perche’ sia per sempre ci vuole amore!

Claude

Bobina: nuova destinazione d’uso

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Trovo che lo stile Industrial Chic si accosti perfettamente ad altri tipi di stile. La sua linearità ed il suo aspetto minimale, lo rendono malleabile ed adattabile ad ogni tipo di home (anche in quelle che a prima vista non sembrerebbe possibile) personalizzandolo con il restyling che più si addica al contesto a cui sarà destinato.

La bobina è un soggetto che mi piace molto, e pur avendo deciso per lei una nuova destinazione d’uso, volevo mantenere il suo carattere più grezzo, addolcendola con qualche dettaglio più confacente al mio gusto. E così, è nato questo tavolino!

Ragalatami da un’amica, complice il meteo favorevole, non è trascorsa neanche una settimana dall’abbandono in un magazzino che era già posizionata al calduccio del mio salotto. Era la mia prima bobina… non stavo nella pelle!

Dopo qualche notte insonne per decidere come procedere, ho dato il via al restyling, che si è dimostrato tecnicamente semplice, ma che mi ha impegnato non poco nella fase della levigatura. Desideravo ovviamente una superficie liscia ed omogenea, ma allo stesso tempo non volevo affondare troppo per non perdere le sue imperfezioni, i codici impressi e la patina.

Dopo averla perfettamente pulita, e rimossi tutti i chiodi sporgenti, ho iniziato la procedura, levigandola in tutta la sua superficie ed arrotondando leggermente gli spigoli anche lungo il perimetro dei cerchi.

Un’energica ed attenta passata di aria compressa per rimuovere ogni residuo di polvere e via: pronta per il ritocco!

Semplicissima la scelta: bianco puro per il corpo della bobina ed un flatting all’acqua per le superfici dei cerchi. Questo ha permesso di far risalire il colore della patina dell’usura, le venature ed i famosi codici che tanto mi piacciono.

Per armonizzare un pò la congiunzione tra il corpo ed i cerchi, ho posizionato due stringhe di metallo flessibile fissate con una vite.

Infine, per darle un pò di slancio, le ho posizionato 4 ruote dallo stile grezzo e moderno, che l’ hanno reso un tavolino d’appoggio comodissimo, versatile ed assolutamente stabile!

Il colore bianco l’ho scelto per addolcire il suo aspetto, insieme a qualche vecchio libro, un cuore, una candela e bottigliette in vetro. Elementi che logicamente cambiano anche in base alla stagione (ed al mio umore), ma mantenendola sempre come un punto di incontro di vari stili. 🙂

Claude

Armonizzare una parete con termosifone

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Come primo progetto da condividere, ho scelto una soluzione semplice e fattibile, totalmente od in parte, in tutte le nostre home.

Ho sempre avuto la “preoccupazione” di quanto impattassero i termosifoni nell’estetica e nell’armonia di un ambiente, e mi sono sempre chiesta se la soluzione migliore fosse veramente quella di nasconderli.

Ebbene, ho pensato di cambiare tendenza lasciandoli in primo piano, ma con una cornice che distogliesse l’attenzione e che addolcisse la loro presenza.

Per questa parete ho scelto oggetti semplici, leggeri ed il mio immancabile specchio che dona luce ed apertura.

Per me, il pezzo forte è rappresentato dalla mensola; amo il legno in ogni sua espressione e lo adoro letteralmente portato al naturale. Avevo da tempo recuperato un asse da cantiere, ma non avevo ancora ben chiara la sua destinazione. Per questo progetto era perfetta! Ne ho ricavato un pezzo su misura, levigato fino ad arrivare ad un legno omogeneo ma che mantenesse le sue imperfezioni e trattato con un leggero lavaggio di colore.

Beh, io ne sono innamorata… ho scelto per lei due reggimensola in metallo, che posizionati in alto mi hanno permesso di avvicinare al massimo la mensola al termosifone e valorizzarli di più.

Colorati di bianco (Old White di Chalk Paint) per addolcirli e riscaldarli un pò!

Cosa posizionare sopra la mensola mi è venuto naturale vista la mia passione per gli specchi. In questo caso ho utilizzato un vecchio specchio in legno, dalla cornice minimal e lineare. Preparato con le mie magiche vernici Fusion Mineral Paint e Chalk Paint e finitura con cera bianca. Chalk Paint di Annie Sloan è in assoluto la mia vernice preferita! Densa, corposa e materica, esprime perfettamente le idee della mia testa e l’energia delle mie mani! Amo le sue imperfezioni ed il calore che mi trasmette.

Per ammorbidire lo sviluppo verticale della composizione ho puntato su tessuti morbidi e tende avvolgenti. E questo puff ha fatto il resto!

photostudio_1445020465969Recuperato da un mercatino dell’antiquariato (ma solo vecchio!), l’ho portato a legno naturale ed anche lui preparato con un lavaggio leggero di bianco (Pure White di Chalk Paint) e rifoderato con un tessuto di cotone dalle delicate mille righe. Il cuscino, appoggiato in maniera “casuale” sulla cassapanca, di morbidissimo cotone lavato (Zara Home) gli ha dato quel tocco di romanticismo che ha definito il tutto.

Alla fine questo progetto, che era partito per risolvere il problema estetico del termosifone, ha creato un piacevole ambiente tutto suo, in un punto difficile da gestire, se non inutilizzabile, ed in uno spazio limitato di soli 120cm di larghezza e 190cm di altezza. 🙂

Claude